La rivoluzione è culturale

Eri morto da grande vecchio. La neve cadeva per piangerti. Ci ritrovammo a bere vino. Era impossibile non ricordarti. La città sprofondava fra le braccia di eroi americani. Ci infilammo esangui in un prisma di celluloide. Trasformava James Stuart nell’ombra ridicola di Alberto Sordi. I tuoi mascalzoni erano la trasfigurazione bonaria di ciò che non avremmo potuto essere. La rivoluzione è culturale. Le guerre è meglio raccontarle che viverle: c’è più da imparare che da piangere. La solitudine non conta. Poco importa, se alla fine un tassista non si ricorderà di te. Tu sei i nostri giovani. Ci manchi, Mario.