Ci addormentiamo a morte

Hanno smesso di usare il cervello. Si sforzano di complicare le cose. Non vogliono migliorare. Si trastullano nelle sale da tè. Subiscono l’autorità. Non hanno coraggio. Non sono più lavoratori. Consumano emozioni televisive, ma non sanno ribellarsi. Discutono sino a tardi su inconsistenti motivi. La schiena si spezza nell’osservarne la superficiale tranquillità. Non hanno capito che il mondo sta cascando loro addosso. Avremmo un estremo bisogno di consapevolezza. Invece continuiamo sui solchi tracciati. Ci addormentiamo a morte. Ritroveremo un pezzo di spirito seduti attorno a un tavolo, fra facce amiche. Oramai non resta che fuggire nei boschi, e leccare l’aria.


  1. rouge says:

    Forse usare il cervello è cosa per pochi, così come volersi migliorare. Forse si è sempre subito l’autorità, e non si è mai avuto coraggio. Forse non vogliono nemmeno ribellarsi, solo discutere di incosistenti motivi.
    Forse il mondo non cadrà. Forse hanno ragione loro. Forse.
    Intanto fuggirei volentieri nei boschi. Quella superficiale tranquillità toglie l’aria.

  2. E’ così, @rouge. A camminar per boschi non ci si sente poi tanto pessimisti, ma solo un po’ più veri. Coraggio, fra funghi e cinghiali ogni tanto si incontra un amico :)

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