Leggero di nebbia

Cosa resta alla fine del giorno? Il fango schizzato sull’asfalto. Il buio di una prigione di pietra. Colano gocce di sangue sulla terra. Un ruggito di camion sibila femmineo su rotaie bagnate. La pellicola pareva infiammarsi. Il rigurgito stentoreo di un vecchio confessava il senso ultimo. Le vittorie non contano: l’unico metro della grandezza è la foga con cui si affondano gli occhi nel vuoto. La dolce stupidità con cui si ingoia la sconfitta. La presa impossibile di chi si rialza all’ultimo secondo. Fermo sotto il peso degli anni. Leggero di nebbia. Affogato nel magma di una pozza nuda. Libero.