Archive for July, 2011

Ora è vita nuova

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Lasciamo che dicano nefandezze. I piedi si appoggiano su marmo gelato. La vera libertà è nel sentirsi figli. Orfani della propria maturità. Si spiega tutta in un nudo camminare di sabbia. Nell’odore della terra, nel rumore dei campi. Orde di cicale estive, filari di piante avvolte nelle case. I monumenti protesi sul fiume. L’incombenza triste di un tramonto notturno. Passeggiando con la donna sbagliata. Tutto ciò si è perso in un boccale di birra. Ora è vita nuova. Un volto che ci attende in un museo. Il mondo affonda, ma io voglio vivere. E’ per questo che ignoro ogni giusto impegno.

Fabrizio Zanelli - Arco del Valentino

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Il nostro sdegno

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Appiccare roghi e lanciare sassi contro la polizia, come è avvenuto questa notte a Chiomonte, è gravissimo e inaccettabile. Non mi stancherò di ripeterlo. Detto questo, le immagini diffuse ieri da Repubblica sono agghiaccianti. A dieci anni dal G8 di Genova, vediamo un uomo preso e trascinato impietosamente sulla terra da decine di poliziotti che prima lo prendono a calci e poi lo percuotono con oggetti che, dall’alto, paiono spranghe o bastoni. E’ un fatto inaudito. Un conto è immobilizzare un uomo e renderlo inoffensivo, un altro è usargli violenza gratuita. Abbiamo tutti il dovere di gridarlo. Il nostro sdegno.


Il rito si è consumato

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Le portiere collimano nel caos. Sono suoni di clacson paralizzati. I due animali si guardano feroci. Nessuno dei due scende, ma bloccano il traffico. Un cratere si è aperto alle loro spalle. L’uno fugge iracondo, l’altro aspetta, poi violenta il cambio. Il rito si è consumato. C’è chi ha vinto, c’è chi ha perso. La vita riprende, scomposta e informe. Sollevo lo sguardo e lo chiudo in un volto nero. Ha il sapore violento di un respiro rubato. Si disfa di irrequietezza fra pagine tagliate. Il fumo sgorga grigio e feroce da un tetto. Ecco le sirene, sono urla incomprese.


Coinvolgiamoli, i privati

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Anche io, come Diego Novelli, sono deluso dalla posizione dell’Assessore all’Urbanistica: dopo che la Sopraintendenza ai Beni Architettonici ha ‘bloccato’ la costruzione di un palazzo di sette piani accanto alla Mole Antonelliana, Ilda Curti si è detta esterrefatta. Perché? Tutti vogliamo che quel crocicchio sia più bello. Bene, confrontiamoci. Coinvolgiamoli, i privati. Prima proposta: trasformiamo tutta l’area in isola pedonale. Seconda proposta: chiudiamo in una bolla di vetro le spoglie del Teatro di Torino, per farne una scuola di arte multimediale. Terza proposta: in via Riberi costruiamo una boutique, piccola e bassa, in cui espongano i migliori architetti della città.


Il toro per le corna

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Oggi vorrei parlare di molte altre cose, ma la tentazione di festeggiare una buona notizia le vince tutte. Il Sole 24 Ore ha riconosciuto che il Politecnico di Torino è il migliore d’Italia. La Stampa fa bene a sottolineare che abbiamo battuto Milano. Dotazione di fondi, capacità di reperire risorse esterne, attrattività e tasso di laureati nei tempi di legge. I punti di forza sono questi. E’ la dimostrazione che in mezzo alla crisi lo abbiamo preso. Il toro per le corna. Ora resta il difficile: trasformare i progetti in spin-off universitari di successo. Servono capitali, coraggio e innovazione. Vogliamo rinascere.


La aspetto inerme

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Scrive da una vicina lontananza. Usa parole non mediate. Non dà forma al testo. Eppure manifesta una feroce affezione. Accarezza l’idea di un incontro. Respinge l’esistente per sognare passi nascosti. Riesco appena ad immaginarla. Chiusa in un freddo cappello. Sorpresa dall’accecato erompere di una telecamera. Solca montagne invecchiate. E’ una villeggiatura di inizio secolo. Serve a tenerci lontani. A cancellare una consuetudine dispersa. Io siedo solo davanti a un’insalata e un cappuccino. Affogo nella lettura le mie contraddizioni. Mi chiedo se parlare con lei sarà ancora così emozionante. La aspetto inerme. Mi inganno, ricordandola in una immota giovinezza. Sono perduto.


Lo diranno gli storici

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Se Sergio Chiamparino è stato il sindaco più amato d’Italia, probabilmente è perché durante la sua amministrazione i torinesi hanno riscoperto l’orgoglio. Non so se fu merito suo. Lo diranno gli storici. Concordo con Fabio Balocco su piano regolatore, inceneritore, acqua e Mirafiori. Sul Tav e sui grattacieli cerco di capire meglio. Per il resto: l’aria inquinata ha radici profonde. Senza parcheggi sotterranei è difficile pedonalizzare. Il Palafuksas è un’opera interessante. Lo stadio della Juventus lo metteremo alla prova. Le Olimpiadi saranno costate molto, ma restano una pagina bellissima della nostra storia. In compenso, ora leggerò assiduamente il suo blog.