Già se ne rallegra

E’ un esile giunco. Si ribella ad ogni parola non condivisa. Penetra di uno sguardo fulvo. Non sa vestire, ma in quella trascuratezza sta la sua forza. Perché isola con un sorriso duro e magnifico un’ironia selvatica. Ispira un desiderio di vendetta. Una carezza nuda dopo un secolo di attesa. La goccia di amore si spande velenosa nel petto. E’ tornata imprevista, nell’impossibile disegno di una fuga. Mi provoca per diventare un rogo di follia. Si nasconde in una somiglianza casta e spregiudicata. Non lascia alternative alla mente. Richiama violenta ogni mia debolezza. Italia mi vedrà soccombere. Già se ne rallegra.