Sedevo muto sull’asfalto

Ricordo di aver vagato nei prati, attorno al campo di Birkenau. Nella nuda campagna polacca sorgeva una casa. Liste di legno arrotolate di verde. Un cane abbaiò al mio smarrimento. Avevo perso la strada che mi avrebbe riportato a Cracovia. I vecchi non dissero nulla, mi scrutarono come se provenissi da un luogo invisibile. Io cercavo nei loro occhi un segno scomparso. Fu la figlia a muovere un gesto, indirizzandomi sulla via del ritorno. Mi risvegliai a Kazimierz. Sedevo muto sull’asfalto. La notte si avvicinava fredda, calcinacci molli solcavano l’aria. Allora mi alzai, e corsi a riprendermi la vita.


  1. rem says:

    ho letto questa bellissima intervista di Primo Levi e volevo segnalartela.

    Primo Levi. Conversazione con Enrico Lombardi

    • E’ molto bella, @rem. Il concetto che vorrei portarmi appresso è questo: “la paura di un evento che non viene percepito con immediatezza”. Ecco, io credo che il nostro Paese viva in questa condizione: ora dobbiamo fare qualcosa per disinnescarla.

Leave a Reply