Ogni esitazione è letale

Non c’è spazio, per temere. I raggi accatastano frammenti di pulviscolo corrotto. Io scivolo sotto l’insegna spezzata di una farmacia. La città si colma di fumi fra spettri immacolati. E’ bianca secchezza, la pelle di Torino. Si accartocia flebile fra le smunte capriole di un viottolo. Increspa buche di latta ammattonata e violacea. Chiude le acque fra ruggine rotta. Il decano ha formulato il suo monito. Ogni esitazione è letale. Sui pedali scorre la metafora irrequieta a cui non voglio più sottrarmi. La ribellione non è violenza. E’ un vetro arso dal freddo. Un tavolo vuoto, e poi una penna.

Giampaolo Squarcina - Falegnameria abbandonata

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