Un matto in cravatta
Sunday, April 22nd, 2012 - 01:23 - Rotte Ciminiere
L’ingegnere urlava sul tavolo. “Bomba!, Bomba!”, e ballava di voglia ebbra. Un matto in cravatta. Un frastuono oleoso ne copriva la voce, ma noi lo sentivamo. Ermanno lo rincorreva a braccia alzate, porgendogli una birra. Lui lo guardava iracondo, gli occhi larghi, la pelle gonfia. Scendeva dal tavolo, brandiva il boccale. Si avvicinava al mio orecchio e lo mormorava, prima di gridarlo: “Andiamo in montagna. L’ho costruita io quella casa, con queste mani.” Lo lasciavamo spegnersi sulle nostre spalle, i capelli incrostati di sugo e melma. Restava solo, a notte fonda. E scriveva versi analfabeti, su rotoli di carta da cucina.
->Jeremiah Vandermeer – Bar Open<-





Twitter
Facebook
LinkedIn
FourSquare
GooglePlus
Flickr
?