L’Italia affoga

Imprigionano i libri, impediscono loro di parlare. Ti guardano dall’alto in basso, mentre interrompono faccende importanti. Stavano discutendo di un programma televisivo, o parlavano col vicino dei fatti loro. Prima non lavoravano, ora ti concedono una presenza distratta. In cambio di uno stipendio. E tu non sei un cittadino, un cliente; ma soltanto un molestatore. L’Italia affoga. Il dopoguerra ha regalato a un popolo ignorante e truffatore un lavoro che non merita. Serve un patto fra produttori, fra generazioni. Oppure le biblioteche resteranno quello che sono: la metafora di un paese che circonda il sapere, con un crosta di fannulloni.