E’ il corpodellecose

Sotto la dittatura della visione, è pochissimo ciò che riusciamo a trattenere con le parole. L’entropia vince, si srotola lungo le statali desolate di cui narra Francesco Minervino. Eppure una materia identitaria resta. E’ una scoria residuale. La consistenza che non scende nel gorgo del tubo catodico. E’ il corpodellecose. Non meraviglia che la riflessione si solidifichi in un dialogo fra due architetti, Luciano Marabello e Salvatore D’Agostino. L’introspezione finisce inevitabilmente per intrecciarsi al destino della polis; senza  citarlo, riproducono il dilemma pasoliniano. Sì, scrivere è fare autopsia: liberare dentro lo spazio che si è saturato fuori.

->Italo Calvino – L’introspezione<-