Archive for the ‘Maccheroni Elettronici’ Category

Il tavolo di lavoro

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Da oggi un pezzo di Torino Anni ‘10 esce dal weblog ed entra su www.twitteratura.it. E’ il sito che con Pierluigi Vaccaneo e Paolo Costa ho deciso di dedicare agli esperimenti di lettura e riscrittura su Twitter. Lì raccontiamo #TweetQueneau, #LunaFalò e #Leucò. E da lì partirà il 10 giugno un esprimento su Pier Paolo Pasolini e i gli Scritti corsari. L’occasione è doppia: da un lato far crescere altrove e in comunità un filone che qui è nato, dall’altro ristabilire su questo weblog la coerenza di un pigro esercizio. Cento parole al giorno. Il tavolo di lavoro.


Io sto con Tonelli

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“In un blog civico la città non assomiglia ad altre città” dice Salvatore D’Agostino. Probabilmente, è proprio per questo motivo che Massimiliano Tonelli – autore di cartellopoli.net – è stato condannato in primo grado a nove mesi di reclusione. Poiché denunciava gli abusi pubblicitari nella città di Roma, un blogger è stato ritenuto colpevole di istigazione a delinquere. E’ come accusare un radiologo di procurare tumori. Credo sia venuto il momento, per i blogger italiani, di costituire un fondo di solidarietà per difendersi collettivamente. La libertà di espressione non è un bene negoziabile. Non dobbiamo farci intimidire. Io sto con Tonelli.


Messaggio di servizio

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Messaggio di servizio. Giovedì 16 e domenica 19 maggio sarò al Salone del Libro di Torino per parlare di #Leucò con Paolo Costa e Pierluigi Vaccaneo, insieme a Michele Aquila e Valeria Di Rosa (U10). Spero di incontrare di persona molti fra i ‘titani’ e i ‘riscrittori’ di Cesare Pavese. Cercherò di raccontare #SalTo13 sia coi micropost del weblog sia in livetweet. Non so se la primavera digitale che aspettiamo dallo scorso anno sia ancora sbocciata, però devo ammettere che di creatività ne ho vista esplodere molta. Se le idee hanno valore, è perché attraversano molte facce. Ma sono dentro.

Dove osano le idee?

Aspettando #SalTo13


La scrittura è isolamento

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Questo weblog si è imborghesito. Non ha più la bellezza di un tempo. A quanto pare, il suo autore è troppo distratto da Twitter. Non prepara più i post con la cura di un tempo. Spesso vi si scorgono refusi ortografici. E poi i temi, sempre gli stessi: delle parole è meglio non parlare. La ricerca lessicale si è fatta così povera che fareste meglio a combinare casualmente cento parole ogni giorno per ottenere qualcosa di meglio. Lettori di Torino Anni ‘10, ribellatevi! La scrittura è isolamento. Deve essere davvero presuntuoso chi crede di poterlo ignorare. Chiedete all’autore di dimettersi.


Un twitter di carta

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Ieri abbiamo portato #LunaFalò in Valle Camonica, a Breno. Un centinaio di persone si sono emozionate scrivendo messaggi di 140 caratteri con una penna biro. Un twitter di carta. E’ la prova che la letteratura può continuare ad essere popolare. Sotto l’ala pacifica di Iuri Moscardi – pavesiano irriducibile – signore di mezza età e ragazzotti curiosi hanno ricordato il loro cantastorie: Savio el Matt. Prima che da un mucchio di tweet analogici nati sul momento non ne spuntasse uno. Era scritto nel dialetto del paese accanto. L’autore ha dovuto tradurlo ai suoi stessi valligiani. Dialetto e slang, come Pavese.


Viva, la lettura

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Immaginando #Leucò come una piazza in cui ognuno indossa una frase, e vaga alla ricerca del mito con al collo una macchina fotografica o una penna, Isolaria Pacifico (@Isopaci) ha colto il senso dell’esperimento che abbiamo condotto su Twitter. Ne ha colto anche le debolezze, a partire dalla difficoltà dei numeri. Confrontarsi con decine di migliaia di messaggi è cosa sovraumana. Eppure, credo che l’importante sia proprio non montarsi la testa. Quando giocano, i bambini sanno godersi il momento. Se poi l’esperimento è riuscito, forse è proprio perché la comunità dei riscrittori ha compreso che stavamo giocando. Viva, la lettura.


Inequivocabilmente altrove

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Twitter è “cazzeggio all’ennesima potenza”? Su Repubblica, Emilio Marrese descrive il profilo alcuni tweeps italiani per generalizzare il fenomeno, finendo per ridurre sommariamente le caratteristiche di questo strumento alla pura dimensione relazionale. Mi spiace non essere d’accordo: anche se la componente relazionale è forte, il valore aggiunto di Twitter nel social web è dato piuttosto dal prevalere del contenuto sulla chiacchera. In questo caso, non credo che si tratti di una difesa corporativa fine a se stessa: la mia impressione è che gli intermediari di oggi non si accorgono del fatto che gli intermediari di domani stanno nascendo. Inequivocabilmente altrove.