Ognuno di noi sta sottovalutando. Il dramma cipriota. Reciclando denaro sporco nel Mediterraneo, i Russi sono riusciti a chiudere l’Europa in un dilemma irrisolvibile: se Cipro sistemerà i conti prelevando forzosamente il denaro dai conti dei suoi cittadini sarà rivolta; se il Parlamento di Nicosia sceglierà la bancarotta creerà un precedente assoluto. Dimostrerà che uscire dall’euro è possibile, e nutrirà gli europei del Sud con l’idea che è possibile risollevarsi generando una catastrofe. In un modo o nell’altro, la Germania sarà costretta a fare i conti con la propria miopia austeritaria. L’Italia, che dovrebbe convincerla a cambiare, è senza governo.
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A quanto pare, Wolfgang Schaeuble e Angela Merkel avrebbero deciso di attraversare il rubicone del federalismo europeo: proponendo un maggiore peso del Parlamento e della Commissione sulle politiche di bilancio degli stati membri dell’Unione, il governo tedesco potrebbe giungere alle elezioni politiche del 2013 forte di un rinnovato prestigio comunitario, e costringerebbe François Hollande ad affrontare le contraddizioni interne al suo stesso partito. O l’Europa si fa adesso o non si farà mai. E’ possibile che la recente visita tedesca in Grecia e la prossima in Portogallo denuncino una vera assunzione di responsabilità. Servono corsi di ripetizione. Statisti si diventa?
Non deve ingannare il fatto che Mario Draghi sia riuscito a prendere un po’ di tempo per difendere l’euro. Nel giorno in cui la Corte Costituzionale tedesca si appresta a decidere della bontà dello European Stability Mechanism, sul capo di Angela Merkel pesano la grande manifestazione dell’indipendentismo catalano a Barcellona e la probabile e ineccepibile richiesta di risarcimento per i crimini nazisti da parte della Grecia. L’irresponsabilità e la miopia dell’establishment tedesco sono messi a nudo dalla realtà politica. Quattro anni di austerità teutonica stanno portando l’Europa nel baratro. Continuando su questa china. Di europei non resteranno che i tedeschi.
Statisti si diventa. Chiusa nell’angolo delle sue contraddizioni dalla destra bavarese e dall’opposizione socialdemocratica, Angela Merkel potrebbe tentare il colpo d’ala e fare l’Europa, prima che i falchi della Bundesbank la prendano per il collo. Se la Cancelliera avrà davvero il coraggio necessario per proporre un nuovo trattato che contempli un bilancio federale, l’unione fiscale e l’autonomia della BCE, allora sarà la Francia a dimenarsi in un malsano complesso di superiorità. Quanto all’Italia, è fondamentale che conservi un governo presentabile a Bruxelles: perché nel momento in cui l’uno o l’altra proporrà di giungere davvero a una federazione, noi dovremo esserci.
L’Europa c’era. Guardò oltre le stragi naziste e concesse che si tornasse a investire nel carbone e nell’acciaio. Abbracciò Berlino Ovest, per farla sopravvivere. Non si spaventò quando cadde il muro e accettò che gli investimenti necessari per la riunificazione delle due Germanie mettessero sotto pressione franco, lira e sterlina. Poi permise ai tedeschi di sfruttare l’iniziale debolezza dell’euro per favorire le esportazioni di beni prodotti in Germania. Riabilitò l’esercito tedesco e il suo ruolo all’estero. La Grecia comprava carri armati, la Spagna costruiva case coi surplus commerciali tedeschi. Ora che la Germania deve metter mano al portafogli, l’Europa c’è?
La pistola è carica. Nelle prossime settimane Angela Merkel può uccidere l’Europa. A decidere della sua colpevolezza sarà il tribunale della Storia: non le verranno comminate pene; resterà la vittoria morale di uomini come Paul Krugman, che da tempo la accusano di egoismo e accidia. Per noi verrà presto un momento decisivo, in cui la Banca Centrale Europea dovrà decidere se è disposta a stampare denaro in misura illimitata. Per salvare l’euro. La classe dirigente europea sino ad ora ha mostrato la sua inadeguatezza. Resta la speranza che la catastrofe la mostri grande. Ma i burocrati non sono grandi improvvisatori.
Angela Merkel invoca la durezza. Bisognerebbe ricordarle che le tracce del rigore imposto all’Europa sono ancora vive. Il fascismo italiano e il nazismo tedesco non nacquero forse dalla durezza della Prima Guerra Mondiale? La barbarie dell’olocausto e l’agonia sovietica post-bellica in Europa Orientale non furono forse rigore? La deflazione che il ricco Nord vuole imporre all’Europa del Sud riprodurrà gli stessi germi. L’euro sopravviverà fino alle elezioni politiche tedesche della primavera 2013? Gli europei dovrebbero chiedere alla cancelliera di fare un viaggio nella memoria, tornare nella DDR. E a Budapest, per fare due chiacchere con Laszlo Csatary. Prima che muoia.




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