Perché la Costituzione della Repubblica Italiana vieta la ricostituzione del Partito Fascista? Alcuni sostengono che il reato di apologia del fascismo sarebbe in contraddizione con i principi del liberalismo. Non sono né filosofo né costituzionalista, ma ho una mia idea. La Costituzione non può accettare il fascismo proprio perché il fascismo nega a priori l’eguaglianza (art. 3) e la libertà di espressione (art. 21). Non solo il fatto è storicamente dato in Italia, a partire dalla Marcia su Roma (Lussu); ma al tempo stesso la Costituzione garantì comunque a tutti eleggibilità e diritto di voto. L’alternativa? Ricominciare la guerra civile.
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Sarà valsa la pena di sbagliare, ma il fascismo io lo sento profumare da lontano. Si realizza in tutte le circostanze in cui gli uomini smettono di pensare e delegano il libero arbitrio agli altri. Lo spiegò bene Carlo Rosselli: “L’intervento del Deus ex machina, del duce, del domatore – si chiami esso papa, re, Mussolini – risponde sovente ad una loro necessità psicologica [degli Italiani].” Sta accadendo oggi. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle si illudono che gli Italiani abbiano votato il loro impegno sul territorio. No, hanno scelto un comico, perché la politica non sanno prenderla sul serio.
Andrea Jelardi dedica seicentocinquanta pagine alla Storia del viaggio e del turismo in Italia. Un centinaio al fascismo. Non che l’opera non sia frutto di un’attenta compilazione delle vicissitudini di un popolo. L’impressione, tuttavia, è che l’autore si sia limitato a trasporre la retorica del regime in seno alla narrazione storica: “il fascismo favorisce lungimiranti iniziative costruendo in Italia case, autostrade, palazzi, ponti, ferrovie e stazioni e incoraggiando spettacolari imprese aviatorie, grandi crociere e corse automobilistiche; anche nelle case si respira aria di benessere grazie alla diffusione della radio”. Insomma, un popolo di poeti, santi e navigatori. Perdendo la memoria.
->Roma, EUR (2012)<-
Marcia su Roma (e dintorni). Il 28 ottobre 1922 l’Italia è in stato d’assedio. L’esercito controlla ogni punto strategico. A Milano, Mussolini è in arresto. Le colonne fasciste albergano lontane dalla capitale, senz’armi né viveri. Eppure il Parlamento è debole, alla guida del Governo c’è una banderuola. Il primo ministro va dal re. Vittorio Emanuele III si rifiuta di controfirmare lo stato d’assedio. Luigi Facta si dimette. Benito sale su un treno e diventa il Duce. Gli Italiani ormai l’hanno rimossa, sono pronti a ricascarci dentro. Emilio Lussu non l’avrebbe voluto: perciò credo che sia utile rileggerla, anche sul web*.
->Nitti, Rosselli e Lussu in fuga da Lipari (27 luglio 1929)<-
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*Alcuni giorni fa su Giap Wu Ming 1 spiegava che “di Marcia su Roma e dintorni andrebbero fatti reading in giro per l’Italia”. Nelle stesse ore, l’ANPI sottolineava che “c’è un crescendo [di neofascismo], che bisogna assolutamente fermare, perché indegno di un paese democratico e antifascista”. Rileggendo Emilio Lussu su Twitter e su Pinterest, seguirò oggi la strada aperta mesi fa da @EinaudiEditore con #PrimoLevi25 e proverò a svolgere un mio esercizio, piccolo e modesto, di memoria civile (leggi lo Storify della giornata).
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Marcia su Roma (e dintorni). Il 28 ottobre 1922 l’Italia è in stato d’assedio. L’esercito controlla ogni punto strategico. A Milano, Mussolini è in arresto. Le colonne fasciste albergano lontane dalla capitale, senz’armi né viveri. Eppure il Parlamento è debole, alla guida del Governo c’è una banderuola. Il primo ministro va dal re. Vittorio Emanuele III si rifiuta di controfirmare lo stato d’assedio. Luigi Facta si dimette. Benito sale su un treno e diventa il Duce. Gli Italiani ormai l’hanno rimossa, sono pronti a ricascarci dentro. Emilio Lussu non l’avrebbe voluto: perciò credo che sia utile rileggerla, anche sul web*.
->Nitti, Rosselli e Lussu in fuga da Lipari (27 luglio 1929)<-
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*Il 25 ottobre 2012 su Giap Wu Ming 1 spiegava che “di Marcia su Roma e dintorni andrebbero fatti reading in giro per l’Italia”. Nelle stesse ore, l’ANPI sottolineava che “c’è un crescendo [di neofascismo], che bisogna assolutamente fermare, perché indegno di un paese democratico e antifascista”.
Domenica 28 ottobre 2012, per il novantesimo anniversario della Marcia su Roma ho riletto Emilio Lussu su Twitter e su Pinterest, con l’aiuto di molti amici, fra cui @AsinoMorto e @yamunin. Ho cercato di seguire la strada aperta in precedenza da @EinaudiEditore con #PrimoLevi25, nel tentativo di svolgere un esercizio, piccolo e modesto, di memoria civile.
Segue la successione dei 64 tweet pubblicati su Twitter dalle 7 alle 23 di quel giorno, ma assai più interessante è lo Storify della giornata.
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Francesco Crispi, Luigi Cadorna, Gabriele D’Annunzio, Benito Mussolini, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi. La psicologia profonda degli Italiani non è mai cambiata. Spregiano lo Stato e cercano un caudillo a cui delegare l’esercizio del libero arbitrio. Cosa accadrà? Beppe Grillo è soltanto l’inizio. Sindacati, partiti, istituzioni. I corpi intermedi della società versano nel disprezzo. Al disfacimento del vecchio potere si accompagna il caotico naufragio di ogni opposizione. E sulla crisi soffia il populismo. Destro, o sinistro? Dovremo riconoscerlo, quando tornerà. Cercando risposte, ho deciso di leggere e documentare su Twitter Marcia su Roma e dintorni di Emilio Lussu. Userò l’hashtag #MsReD.
->Istituto Luce – Marcia su Roma (1932)<-
Vito Marino aveva ventisei anni. Era figlio del grano. A lui, che mai si era allontanato dai campi, Mussolini chiese di costruire l’Impero. Corse a casa di notte, abbracciò sua nipote mentre dormiva. Senza svegliarla, e partì per l’Africa: lo imbarcarono all’alba, facendo rotta verso Suez. Cadde nella polvere. Aprile, 1936. Le febbri malariche lo piegarono subito, ad Adi Quala. Dell’Etiopia non vide che il confine. Ora giace a Massaua. Fila 7A, tomba 6. E piange il porco mare, che ce lo portò. Era il primogenito, rimase il più giovane. Nella sua famiglia nessuno lo ricorda più. E’ la mia.









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