Posts Tagged ‘Giorgio Napolitano’
April 21st, 2013
La rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica non è un colpo di Stato. Chi ha dubbi a riguardo adisca alla Corte Costituzionale. Questa elezione è l’arrocco ottuso di un sistema politico che ha deciso di governare contro l’urgenza di cambiamento che promana dalla società. Invocando la marcia su Roma, Beppe Grillo non fa che spianare la strada a chi il golpe lo vorrebbe per davvero. Le poche schiene diritte rimaste nel Partito Democratico ora devono rompere gli indugi insieme a Sinistra Ecologia e Libertà. L’Italia ha bisogno di una opposizione parlamentare intransigente e pacifica. Una Sinistra da rifare.

->Vivere in trincea<-
April 1st, 2013
Le personalità individuate dal Presidente delle Repubblica per formulare proposte programmatiche in materia economica ed istituzionale rischiano d’apparire un direttorio, che si affianca ad un governo dimissionario la cui fiducia riesede in un Parlamento ormai disciolto. Non sono state scelte – direttamente o indirettamente – dai cittadini. Non sono state scelte a maggioranza. Si tratta di una decisione democratica? Credo che Norberto Bobbio lo negherebbe. Giorgio Napolitano avrebbe potuto dimettersi o affidare a qualcuno l’incarico di formare il Governo. Il Movimento 5 Stelle, escluso dalla partita, plaude. Il Partito Democratico è spaccato. L’Europa aspetta. Nel Paese cova aria di rivolta.
March 17th, 2013
In Transatlantico si balla. I parlamentari del Movimento 5 Stelle, incoscienti, viaggiano in terza classe. Quelli del Partito Democratico, chiusi in seconda, cercano la sala macchine. Deputati e Senatori del Popolo delle Libertà, nell’ingordigia dei balli in prima classe, sognano di scegliere il comandante. Scelta Civica è rimasta a fare da equipaggio: Mario Monti dirige l’orchestra, ma è Giorgio Napolitano a consultare le mappe nautiche. Ci sono anche i Leghisti: hanno sempre viaggiato coi ricchi, ma ora chiedono uno sconto a Pier Luigi Bersani. Nel frattempo i giorni passano, nei mari del Nord corrono i ghiacci. E il Titanic va.

->L come Libertà<-
June 10th, 2012
Nella bella intervista di Adam Michnik al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mi pare manchino due punti essenziali. Ignazio Silone, su cui si sospende il giudizio, comprese nel 1927 ciò che i comunisti più avveduti – fra cui Napolitano stesso – realizzarono solo nel 1968. Basterebbe rileggere oggi Uscita di Sicurezza, per accettarlo. Inoltre, non fare alcun riferimento alla cultura laica e al socialismo liberale denuncia l’imprinting di una visione in cui l’Italia è rimasta una doppia chiesa. E’ anche per questo che l’immagine di Silone, “socialista senza partito e cristiano senza chiesa” si staglia immensa. Sulla rovina di oggi.

->Budapest – Memento Park<-
May 9th, 2012
Il Presidente Napolitano ha sbagliato nel non riconoscere lo straordinario successo del Movimento 5 Stelle, ma coloro che lo insultano – prima e dopo il boom – feriscono la Costituzione. Chi ora vede soltanto l’onda è ingenuo, perché ignora il riflusso. Il gattopardo aspetta. Ha perso una battaglia per vincere la guerra. E alla fine userà Beppe Grillo per tornare re. Per i grillini è venuto il momento di emanciparsi dal proprio dèmone. Umberto Bossi non riconosceva i propri avversari, li insultava; diceva di non essere né di destra né di sinistra. Oggi sappiamo cosa fece. Non ce ne serve un altro.
January 2nd, 2012
Certo, chi ha commesso un furto deve essere punito. Eppure, era in attesa di giudizio l’uomo che si è impiccato con un lenzuolo nel Carcere delle Vallette. Eravamo quasi coetanei, lui ed io. Io mi sono dato un nome rumeno, lui ne aveva uno vero. Era scappato da un paese povero, mentre io sono nato in un paese che si sentiva ricco. Il suo sogno di prosperità si è scontrato con una povertà di ritorno. Mentre moriva, noi giocavamo a carte. La carcerazione dovrebbe rendere gli uomini più nobili. In queste condizioni, invece, ho l’impressione che renda noi più cinici.
November 10th, 2011
A un passo dal baratro, il Presidente della Repubblica – e con lui i suoi collaboratori – hanno scritto un testo perfetto. Io credo che quel documento, accompagnato dalla nomina di Mario Monti a senatore a vita, sia un capolavoro di eloquenza politica. Con i tassi sui BTP al 7%, ci sono buone ragioni per credere che se la Banca Centrale Europea non accetta una rivoluzione copernicana – stampare moneta anziché strapparla – l’Euro è morto. Intanto, inflazionati fuori dall’Euro o deflazionati dentro, noi restiamo aggrappati alle parole di Giorgio Napolitano. L’incubo non è finito, comincia ora. Forza (virgola) Italia.